LA SFIDA ENERGETICA

“Chiedo a tutti noi di fare ora tutto il necessario per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. E possiamo farlo perché il cambiamento climatico è causato dall'uomo, ce lo dice la scienza, quindi possiamo fare qualcosa". ”
Ursula Von der Leyen – Presidente della Commissione Europea, 1 novembre 2020
 

Lo scenario mondiale attuale

A livello globale, il periodo 2015-2021 è stato il più caldo mai registrato: la temperatura media mondiale è stata superiore di +1,1°C rispetto ai livelli preindustriali, il maggiore aumento mai registrato negli ultimi 100.000 anni.
L’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del 2015 ha fissato a 1,5°C al di sopra dei livelli preindustriali il limite oltre il quale gli ecosistemi della Terra si deterioreranno rapidamente e irreversibilmente. Tuttavia, in tutti gli scenari esaminati, questo limite sarà verosimilmente raggiunto entro il 2040, determinando un incremento della temperatura globale di +2,6°C entro la fine del secolo. Come dichiarato dalla 6ª relazione di valutazione del Gruppo di lavoro 1 dell’IPCC, che analizza la scienza fisica del cambiamento climatico, le emissioni di gas serra (GHG) prodotte dall’azione umana – economie e società – sono la causa inequivocabile del cambiamento climatico, direttamente responsabili di un aumento della temperatura globale di +1°C, con un ulteriore effetto marginale prodotto da fattori di spinta naturali (attività solare e vulcanica) e dalla variabilità interna.

RIPARTIZIONE DEL SOSTEGNO FINANZIARIO per il COVID-19 IN TUTTO IL MONDO, stima a Luglio 2021​

Fonte: IEA, World Energy Outlook (2021)​

La riduzione delle emissioni di gas serra richiede una transizione energetica “sicura, accessibile ed equa”

Mentre nel 2020 la domanda globale di energia era diminuita del 5% rispetto al 2019, l'Agenzia Internazionale per l'Energia (IEA) ha stimato un aumento del 4,6% per il 2021. La domanda di energia industriale e legata ai servizi sta salendo di nuovo ai livelli del 2019, compensando il calo del 2020 dovuto alle restrizioni e ai lockdown imposti a causa del Covid-19. I governi hanno speso oltre 2.000 miliardi di dollari per i piani di sostegno finanziario legati al Covid-19, che includono investimenti in infrastrutture per l'energia pulita per un totale di circa 4 miliardi di dollari. Secondo le previsioni, il PIL evidenzierà un rimbalzo del +6% nel 2021 e la popolazione mondiale registrerà una crescita costante, fino ad arrivare a 2 miliardi di persone entro il 2050.
Oltre il 50% di questo aumento dovrebbe essere concentrato nei paesi emergenti e soprattutto in Africa: uno scenario che li rende una priorità assoluta nella transizione ecologica globale. Il 70% dell'aumento della domanda di energia si verificherà nei mercati e nelle economie emergenti (che cresceranno del +3,4% oltre i livelli del 2019), con le economie avanzate ancora al di sopra dei livelli pre-pandemici. Per quanto riguarda le economie emergenti, questa impennata è dovuta anche ai processi di urbanizzazione e di industrializzazione, storicamente energivori e ad alto consumo di emissioni, come osserva la IEA nel World Energy Outlook del 2021. Il settore energetico è stato quello a più alta intensità di emissioni a livello mondiale, responsabile di tre quarti delle emissioni totali di gas serra nel 2020. Per il 2021 è previsto un sensibile incremento delle emissioni energetiche di CO2, con una domanda globale di carbone destinata a superare i livelli del 2019 (+4,5%) e ad avvicinarsi al picco del 2014. L'80% di tale crescita avverrà in Asia.
La proiezione della IEA di un'economia mondiale sostenibile nel 2030 si basa su una riduzione del consumo energetico del 7%, un obiettivo ambizioso considerando la prevista crescita del 40% dell'economia globale entro il 2030.
Pertanto, uno sforzo a livello mondiale verso l’efficienza energetica è fondamentale per sganciare ulteriormente il consumo energetico dalla crescita economica e richiede lo sviluppo e la rapida diffusione di tecnologie per l’energia pulita.
 
 

Prevista intensificazione dell'uso di idrogeno verde

Grazie all'elettrificazione che guida il cambiamento e che copre oltre il 20% del consumo finale di energia a livello mondiale, sta emergendo una nuova economia energetica. Parallelamente, anche l’idrogeno si sta sviluppando e sta diventando un vettore energetico chiave a sostegno della transizione globale verso l’energia pulita. Nei prossimi anni, saranno realizzati a livello globale oltre 350 vasti progetti basati sull'idrogeno, che riceveranno 500 miliardi di dollari di finanziamenti pubblici e privati entro il 2030. In Europa, l'idrogeno verde (ossia prodotto da fonti rinnovabili) è considerato la chiave per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo, soprattutto grazie alle sue applicazioni nella mobilità e nel riscaldamento residenziale.
Attualmente, l’idrogeno pulito rappresenta il 2% del consumo energetico dell’UE, ma la Commissione europea intende farlo salire al 13-14% entro il 2050.
La Strategia europea per l'idrogeno, adottata nel luglio 2020, è una tappa fondamentale per promuovere l'adozione su larga scala dell'idrogeno nel settore energetico e creare il necessario quadro normativo per tutti i paesi dell'UE. Le sinergie tra il settore pubblico e privato sono incoraggiate da finanziamenti UE dedicati ai programmi quadro di ricerca sull'idrogeno pulito e all'istituzione di un'Alleanza europea per l'idrogeno pulito che guidi gli investimenti. In questo contesto è stato creato anche un flusso di lavoro specifico per esaminare le prospettive dell'idrogeno nel settore edile, a complemento dell'elettricità rinnovabile e di altri gas decarbonizzati.
 

Edifici: efficienza energetica e percorso verso l'annullamento delle emissioni

Secondo lo scenario della IEA per il 2050, il consumo totale finale di energia dovrebbe aumentare in tutti i settori, toccando i picchi massimi di elettricità e gas naturale. Insieme ai cambiamenti comportamentali sul fronte dei consumi, la diffusione su larga scala delle energie rinnovabili nella produzione energetica e l'elettrificazione dei consumi, associate all'efficienza energetica a valle, sono fondamentali per decarbonizzare il sistema energetico e ridurre le emissioni di gas serra.
Nel 2019-2020 il solo settore residenziale ha costituito quasi il 20% del consumo energetico globale . In Europa i sistemi di riscaldamento e raffreddamento rappresentano il maggior utilizzo finale di energia.
Entro il 2050, l'elettricità sarà la principale fonte energetica del settore, che rappresenterà i due terzi del consumo energetico totale degli edifici. Il raggiungimento dell’obiettivo di zero emissioni entro il 2050 richiede che il settore riduca il consumo energetico del 18%. L’aggiornamento dell'infrastruttura per il riscaldamento, il 64% della quale è costituito da apparecchiature obsolete, include il passaggio da caldaie a gas a pompe di calore elettriche per il riscaldamento degli ambienti allo scopo di ridurre le emissioni di gas serra. Secondo la Roadmap della IEA verso lo zero netto entro il 2050, non dovrebbero più essere vendute caldaie a combustibili fossili dopo il 2025, tranne nel caso in cui siano a zero emissioni di carbonio (cioè compatibili con l’idrogeno), ed entro il 2030 tutti i nuovi edifici devono incorporare infrastrutture per il riscaldamento, il raffreddamento e l’impianto idraulico senza emissioni di carbonio. Parallelamente, il 50% degli edifici esistenti deve essere adattato in modo da annullare le proprie emissioni entro il 2040, per poi raggiungere l'85% entro il 2050.

Heating technologies sold globally for residential and service buildings ​ ​

Fonta AIE (2021): Heating​

L’IMPATTO DEL COMFORT TERMICO SUL SETTORE ENERGETICO.

Introduzione di tecnologie di riscaldamento ad alta efficienza e basso tenore di carbonio
 
La produzione di calore industriale e residenziale, della quale la metà è usata per il riscaldamento dell'acqua e degli ambienti, rappresenta circa la metà del consumo energetico totale a livello globale. La quota di consumo di energia residenziale è in gran parte dedicata al comfort termico, che rappresenta l'11% del consumo complessivo. La crescente frequenza degli eventi meteorologici estremi rende la tendenza al consumo energetico ancora più variabile.
L’introduzione di tecnologie di riscaldamento ad alta efficienza e basso tenore di carbonio aiuterebbe a ridurre l’intensità media dell’energia per il riscaldamento globale di circa il 4% annuo entro il 2030. Sono necessari maggiori sforzi, poiché oggi le pompe di calore elettriche soddisfano ancora non più del 7% del fabbisogno di riscaldamento globale negli edifici.
In Europa, le vendite di impianti di riscaldamento da energie rinnovabili sono aumentate di oltre il 7% nel 2020 rispetto al 2019. Lo scenario di zero emissioni elaborato dalla IEA prevede che entro il 2050 due terzi degli edifici residenziali nelle economie avanzate e circa il 40% nei mercati emergenti saranno dotati di una pompa di calore.